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Master: datevi al pattinaggio su ghiaccio! |
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Per noi veterani delle rotelle, le possibilitá di ritrovarci in qualche parvenza di gara sono limitatissime, e per giunta poco raccomandabili. Sará che non siamo sport olimpico, sará che siamo arrettrati nella mentalitá oltre che nell’ organizzazione... fatto sta che per poter cimentarmi in una competizione anche lontanamente adeguata alle mie striminzite capacitá atletiche (un tempo circoscritte alla sola gara crono), sono stato costretto a scambiare le rotelle per le lame. Oddio: non posso dire che sia stato un baratto sfavorevole, anzi. Per fare un paragone lineare, é pressapoco come lasciare una moglie cinquantenne grassa e scorbutica per una fotomodella ventenne e sordomuta. Basta saperla domare un pó! Infatti, sempre rimanendo in argomento, il passaggio richiede uno sforzo notevole di volontá, perche é quasi come iniziare da zero. Il che puó inibire piú di uno, specie per chi sulle rotelle ha fatto tanti chilometri en el suo piccolo si ritiene una specie di Chad (o al limite come uno proveniente dall’ omonimo paese africano). Sarebbe utile informarsi in anticipo riguardo la tecnica delle lame sugli innumerevoli testi disponibili in varie lingue (tranne in italiano, guarda caso), o provare le prime volte con qualcuno che se ne intenda. Ma superata quella strana prima senzazione simile ad avere i piedi sull’olio, il pattinaggio corsa su ghiaccio in pista lunga diventa lo sport piú erotico che si possa immaginare, dopo ovviamente il pole-dancing. |
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Piste |
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Ma dove si puó sperimentare questa meraviglia? In italia abbiamo 2 piste mondialmente riconosciute: Baselga >> (vedi mappa/coordinate qui >>) e Collalbo >>. E l’ anello olimpico di Torino, mi chiedete? Inoltro la domanda ai politici cretini che l’ hanno smontato per fare un supermercato o qualche altra boiata... Ad ogni modo, ce ne sono diverse piste non troppo lontano dai nostri confini e in giro per l' Europa, specie in Olanda dove il pattinaggio su ghiaccio é sport nazionale. |
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Baselga
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Materiale |
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Potete interpellare un’ altro “master” italiano, il titolare della DavidTeam >>: Andrea Villa. Per iniziare, tenete presente che le normali scarpe da corsa su rotelle con attacco a 165mm sono compatibili con svariate lame (specie le vecchie Mogema), ma servono solo per adattarsi un pò al mezzo e la tecnica diversi. Appena uno ci prende la mano si rende conto dell’ inadeguatezza delle scarpe rotellistiche, le quali sono sottoposte a forze diverse durante la pattinata sul ghiaccio. Se uno ha una certa esperienza di corsa sulle rotelle, potrebbe optare direttamente per una lama “clap”, altrimenti sará piú facile usare di primo acchito una lama fissa. Un set completo costa dai 200 euro in su. |
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Le gare |
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Di gare ce ne sono molte durante la stagione invernale, sia in Italia che all’ estero: dai semplici torneini locali alle manifestazioni internazionali con centinaia di partecipanti provenienti da tutto il mondo (e dal prossimo anno pure un campionato mondiale di categoria). Vedi calendario 2007/8 qui >> - In seno all’ ISU (la federazione internazionale di sport invernali), i veterani corsaioli sono conglomerati nella Masters' Speed Skating Group (IMSSG). Questo fa si che l’ organizzazione di rassegne agonistiche sia perfetta, con regole chiare e precise (e tanto di classifica ufficiale internazionale: vedi qui >>). Altro che le rotelle! In particolare, ci sono distanze per tutti i gusti: dagli sprint di 100 metri alle ultra-maratone di 200km e oltre, da svolgersi su piste coperte, all’ aria aperta, o su laghi e fiumi congelati. |
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Con chi correre? |
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Ci sono diverse societá per le quali tesserarsi, ma la migliore soluzione é associarsi alla prestigiosa e variopinta compagine denominata Italian Master Speed Skating Team. La passione inestinguibile per lo sport é l’ unica cosa che accomuna un tale gruppo eterogeneo, tra le cui fila troviamo eminenti figure come l’ex-commissario della nazionale Antonio Nitto, oltre a vari olimpionici ed integranti della squadra nazionale nei tempi che furono, tuttora capaci di fare tempi ragionevoli o al meno di pattinare come angeli: Lucchetta, Torgler, Salgarello, Toniolli, Pezzaglia, Gemme e il grande coach Ravanelli, tra gli altri. Ogni tanto si fa vedere persino Roberto Sighel! |
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I Masters azzurri
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Ma non basta: nella squadra ci sono pure rotellisti mitici come il campione del mondo anni ’60 Fabio Viganó (una specie di James Bond sportivo), Flavio Rigon (ancora capace di fare tempi rispettabili anche tra i senior, nonostante il fisico da puffo) e Piergiuseppe Cavallino. Addirittura contano con delle femminucie, a cominciare in ordine cronologico dalla coriacea Alda Segantin, che inizió a pattinare durante l’ anteriore periodo glaciale, e in bici tuttora fa gare esclusivamente in salita (altrimenti non suda). Qualche fascia di etá piú sotto c’ é la dolce e loquace Silvia Tassara, che parla e pattina altrettanto profusamente, mentre tra le più giovani master del mondo troviamo la graziosa Cecilia Valcepina, proprietaria di uno dei piú leggiadri sederi che abbia mai adornato un ovalo ghiacciato (in fede!). Inoltre sappiate che la categoria “Master” include pure i ventenni: in molti paesi non serve aver superato i trenta per venire considerati “veterani”, il che é un’ ottima scusa per i giovani pattinatori che vogliono gareggiare senza troppo impegno. Infatti, il Master Speed Team Italia annovera alcuni di questi ragazzi, oltre a molti altri personaggi illustri e simpatici in questa combriccola felliniana: date un’ occhiata al loro sito ufficiale >> per conoscerli meglio (non perdetevi la sezione “I racconti di Fabio”!). Vale la pena unirsi a loro, se non altro perche possiedono una marcata propensione al divertimento spontaneo e costante: gran bevute e mangiate prima e dopo le gare (durante, solo bevute), scherzi a volontá, risate a non finire. Forse l’ avanzata etá di alcuni integranti non permette l’ inclusione di orge nel loro programma, ma gradualmente intendo dare il mio contributo per rimediare a questa mancanza. |
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Ceci,Enrico,Alda
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Viganó. Fabio Viganó.
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Rigon, el campion
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Tornando al discorso gare, l’ aspetto che genera maggior soddisfazione nei tornei di veterani su ghiaccio é l’ ambiente di amicizia, di nulla rivalitá (o al limite, una rivalità in chiave beffarda), anche e soprattutto verso i pattinatori stranieri. Ognuno qui corre solo per la gioia di vedere i propri tempi abbassati, a nessuno gliene frega un ficco secco chi vince o chi perde. E ripeto: in questo giro ci sono ex olimpionici, cosi come qualche detentore di medaglie olimpiche o campionati iridati, vecchie glorie sportive, gente che se aveva qualcosa da dimostrare l’ ha fatto coi fiocchi decenni fa... a differenza di quanto si riscontra nel rareffatto circolo di ammuffiti rotellisti preistorici. |
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Conclusione |
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Il pattinaggio su ghiaccio é un’ attivitá più salutare della versione a rotelle, che permette di mettersi alla prova finché le gambe tengono (ci sono diversi ultra-ottantenni che competono sovente), da la possibilità di intraprendere un processo infinito di apprendimento (quello relativo alla tecnica) e quindi di mantenere attivi i processi antietà; infine consente di riassaporare l’ adrenalina –o al limite una leggera eccitazione- associata a la sfida di battere noi stessi, in una cornice di serietá organizzativa e sportivitá vera. Certo, come in tutte le cose ci sono i pro e contro: in questo caso i contro potrebbero essere il dannato freddo che bisogna patire a volte, e l’ assenza quasi totale di f**a nei raduni di veterani. Ma tant’ é, non si tratta di problemi insormontabili, vero? Quindi se avete superato una certa etá e avete ancora voglia di sfide agonistiche, il mio consiglio é: rispolverate i vostri vecchi clap a rotelle e allenatevi qualche settimana imitando Fabris, per avvicinarvi seppur lontanamente alla tecnica da ghiaccio. Dopodichè procuratevi un buon paio di lame (che siano ben preparate, mi raccomando: l’ affilatura, imbarcatura, ecc. devono essere fatte da un esperto), e salite in Trentino-Alto Adige a provarle, armati di tanta pazienza. Vi costerá un pò di sforzo, ma quando vi sentirete sicuri sul nuovo mezzo, la gioia sará duratura. A quel punto venite a correre con noi: non vorrete piú tornare alle rotelle! Almeno d’ inverno...
M. Bresin |
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Iniziativa solidaria per l' Argentina Stage tecnico con Giulio Ravasi
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